Category: campagna

Pasta per tronchi

La pasta per tronchi è un preparato che utilizzo da diversi anni, se ne trova scrittura e descrizione in diversi testi, biodinamici e non, ognuno con la sua ricetta e proporzioni.
A Prima radice non siamo da meno e anche noi abbiamo la nostra preparazione che varia a seconda delle carenze delle piante che dobbiamo trattare.


I principali ingredienti per comporre la pasta per tronchi che ho trovato nelle varie ricette sono:

  • letame (in tutti i testi si fa riferimento a quello bovino) io ho usato anche quello di cavallo
  • bentonite (aumenta la capacità di trattenere l’acqua, migliora la fertilità, e ricca di minerali)
  • caolino (ha un’azione repellente)
  • zeolite (fungicida)
  • basalto (corroborante)
  • siero di latte (sali minerali, fosforo, potassio)
  • macerato di ortica (ricco di azoto)
  • decotto di equiseto (ricco di silice, rinforza i tessuti)
  • silicato di potassio (tecnicamente fa da adesivante)
  • propoli (disinfetta e aiuta a cicatrizzare le ferite)
  • I biodinamici usano anche i vari preparati da cumulo (non gli ho mai usati e non so dare informazioni ulteriori)

sulle proporzioni ci sono molte variabili, se volete prepararla da voi ragionate sul perché lo state facendo e forse troverete la risposta, in alternativa la potete acquistare pronta.

Il periodo autunno-inverno è sicuramente il migliore per la distribuzione, ma va bene in ogni momento dell’anno su piante che hanno problemi di vitalità. Lo usiamo per gli alberi da frutto e in vigna, disinfetta e nutre le piante, per la nostra esperienza, rappresenta il trattamento più importante da fare.


Cura del frutteto in inverno (seconda parte)

Ecco la seconda parte delle operazioni che compio in frutteto durante il periodo invernale. (Le indicazioni valgono per le piante a foglia caduca come, in particolare, drupacee e pomacee, fico, kaki, melograno e ulivo).

Qui la prima parte.

Eliminare i polloni alla base della pianta.
I polloni (e i succhioni) indicano la presenza di uno squilibro nel rapporto chioma-radici, spesso causato da potature troppo consistenti, in ogni caso sono segno di un malessere della pianta, vanno rimossi perché prendono energia alla pianta. 
(In caso di piante allevate su piede franco dai polloni è possibile ricavare nuove piante della stessa varietà, ma questa è un’altra storia).

Concimazioni e lavorazione terreno alla base della pianta
Su questo argomento ho sentito pareri molto discordanti tra loro.
Io rimango della scuola del minimo sforzo per massimo risultato, considerando che anche se parliamo di piante allevate e il nostro scopo è quello di raccoglierne i frutti, osservo che gli alberi sono molto più bravi a regolarsi di quanto possiamo fare noi, quindi in linea di massima non lavoro e non concimo il terreno, fatta eccezione  nel momento della messa a dimora.
Lavorare e concimare il terreno alla base della pianta può portare squilibri ad una pianta sana, in quanto concimando andiamo a modificare la composizione chimica del suolo. Piante molto concimate attirano maggiormente parassiti.
Se durante la stagione vegetativa noto carenze sulla pianta (sarebbe da fare delle analisi per capire bene cosa manca al terreno, o se è la pianta che non riesce ad assorbire i nutrienti) mi limito ad usare letame ben maturo. È fondamentale infatti che il letame usato abbia terminato i processi di deterioramento, altrimenti rischiamo di portare insetti, funghi, fermentazioni (e cambi di ph) non voluti. Per quanto riguarda la lavorazione del suolo, solo se il terreno risulta troppo asfittico, quindi terreni molto argillosi che presentano ristagni idrici.

Letame maturo

Letame troppo fresco

Pulizia tronco e applicazione pasta per tronchi
Per la mia esperienza rimane una delle pratiche più importanti da fare. 
la Pasta per tronchi è una grande equilibratrice del legno, lo nutre e lo protegge e stimola la circolazione.
Si trova in commercio in diverse proporzioni, io la preparo da me (seguirà post dedicato).
Distribuire nel periodo dalla cadute delle foglie alla ripresa vegetativa (in alcuni casi si usa anche durante l’anno), si procede pulendo il tronco, rimuovendo muschio, licheni, ecc. con una spazzola di ferro, spennellare il tronco dalla base fino alla altezza di circa un metro e mezzo. Questa operazione va fatta sempre in giornate soleggiate in modo che la pasta asciughi bene sul tronco. 

Trattamento ai rami e ai tralci di potatura

Prima della ripresa vegetativa, faccio quello è l’unico trattamento rameico dell’anno.
il rame è un potente antifungino e protegge la pianta dagli attacchi primaverili; in alcuni casi faccio un’irrorazione prima della caduta totale delle foglie (in particolare sul pesco, contro la bolla) e poi  poco prima della ripresa vegetativa.
Al rame (anche per usarne di meno) aggiungo il decotto di equiseto e la propoli che oltre a non avere nessuna controindicazione migliora l’effetto adesivante del rame e biostimala la pianta a rigenerare le secrezioni cerose che la pianta produce per difendersi dagli attacchi fungini.

Nel caso decidessi di trinciare i tagli di potatura sul posto e usare il cippato come fertilizzante naturale, preferisco irrorare anch’esso con il preparato in modo da bruciare spore di funghi dormienti rimaste. 


Cura del frutteto in inverno (prima parte)

Da Novembre e per tutto il periodo invernale possiamo effettuare alcune operazioni che contribuiranno in maniera sostanziale alla sanità e con buona probabilità ad un buon raccolto l’anno seguente.
(Le indicazioni valgono per le piante a foglia caduca come in particolare, drupacee e pomacee, fico, kaki, melograno e ulivo)
Di seguito alcune indicazioni e immagini realizzate in un frutteto che sto sistemando non di mia proprietà

Innanzitutto è opportuno eliminare ed allontanare eventuali frutti mummificati rimasti attaccati alla pianta. In particolare per le drupacee (ciliegio, pesco, albicocco e susino) rappresentano un carico di spore di monilia.

I licheni presenti nei rami non sono un problema al meno che non ricoprano quasi interamente la pianta. Anzi sono un ottimo indicatore della qualità dell’aria. Questi organismi infatti non riescono a prosperare in ambienti inquinati.

Se negli anni passati a causa di inesperienza le piante sono state fissate con sostegni di fortuna, completamente errati è bene rimuoverli

Personalmente non ho mai picchettato le piante in fase di messa a dimora e in tutti questi anni non ho mai avuto problemi, nel mio caso vale perché le piante non sono esposte a forti raffiche di vento e non sono in terreni a forte pendenza. In più noto che conta molto la buona preparazione del terreno e della buca al momento dell’impianto.
Nel caso delle piante sopra raffigurate ho optato per un sostegno temporaneo (una stagione è sufficiente) in modo da ridare alla pianta la direzione verticale.

Esteticamente non è la soluzione migliore, ma funziona. Dalla foto si nota che il proprietario del frutteto aveva già concimato con letame non maturo la pianta, questa a mio avviso non è una buona pratica e nel prossimo articolo spiego il perché.


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