Monthly Archives: Gennaio 2024

Potatura: i miei libri preferiti

PER INIZIARE

Il primo testo che ho letto in materia di potatura (a quel tempo diviso in due parti).
È un volume agile che spiega in maniera semplice le forme principali di allevamento delle varie specie di alberi da frutto ( Actinidia, albicocco, ciliegio, fico, kaki, lampone, limone, melo, mirtillo, nespolo comune e del Giappone, noce, nocciolo, olivo, pesco, pero, rovo, ribes, susino.)

TITOLO: La potatura degli alberi da frutto 
AUTORE: Autori vari
CASA EDITRICE:  Edizioni l’informatore agrario
PAGINE: 200
COSTO: 20 €

PER APPROFONDIRE

Un libro un po ‘datato (la prima edizione è del 1984, di recente è uscito in versione aggiornata (ma non ancora tradotto in italiano, pubblicato dalla Royal Horticultural Society (che per chi non lo sapesse è una delle più famose organizzazioni mondiali dedite all ‘orticultura, nata nel Regno Unito nel 1804). , ecc. 

TITOLO: POTATURA E FORMAZIONE
AUTORE: Christopher Brickell e David Joyce
CASA EDITRICE:  RHS
PAGINE: 336
COSTO: 23,33 €

SE SIETE INNAMORATI DELL’ARTE DELLA POTATURA

Direttamente dalla Francia due enciclopedie sulla potatura e sulle forme fruttifere. L’autore, Jaques Beccaletto, da quarant’anni si occupa della coltivazione del King’s Vegetable Garden a Versailles. Il famoso frutteto, creato sotto Luigi XIV, costituisce la più grande collezione di forme di frutta al mondo. 
Questi testi non sono disponibili in italiano e dubito che qualche editore prenda in considerazione l’idea di tradurli. Sono due volumi che solo per le architetture arboree rappresentate valgono la lettura.

TITOLO: Encyclopédie des formes fruitières 
AUTORE: Jaques Beccaletto
CASA EDITRICE:  Actes sud
PAGINE: 248 
COSTO: 38,60 €

TITOLO: La taille des arbres fruitiers
AUTORE: Jacques Beccaletto, Marie-Claude Eyraud, Denis Retournard
CASA EDITRICE:  Ulmer
PAGINE: 336
COSTO: 29,90 €

CAPITOLO ULIVO

Praticamente la bibbia della potatura a vaso policonico (per me l’unica possibile) dell’ulivo.
Giorgio Pannelli, ha svolto per più di 34 anni la ricerca scientifica sull’ulivo, all’attivo ha più di 250 pubblicazioni (scientifiche e divulgative).
È il direttore della scuola potatura dell’ulivo

TITOLO: L’olivo a vaso policonico
AUTORE: Giorgio Pannelli, Barbara Alfei
CASA EDITRICE:  Edagricole
PAGINE: 505 
COSTO: 44,65 €

UN CAPITOLO A PARTE 

Peter Klug è uno dei maggiori esperti europei nel campo della manutenzione e della potatura degli alberi ornamentali. 
“Proprietari di alberi, professionisti, potatori e committenti pubblici possono trovarvi indicazioni e consigli utili per l’affidamento, l’esecuzione e la verifica dei lavori di manutenzione. Filo conduttore del libro è il concetto che ogni albero è un’entità biologica con una sua individualità, e come tale va trattato.”

TITOLO: La cura dell’albero ornamentale in città
AUTORE: Peter Klug
CASA EDITRICE:  Blu edizioni
PAGINE: 192   
COSTO: 18 €


Cura del frutteto in inverno (seconda parte)

Ecco la seconda parte delle operazioni che compio in frutteto durante il periodo invernale. (Le indicazioni valgono per le piante a foglia caduca come, in particolare, drupacee e pomacee, fico, kaki, melograno e ulivo).

Qui la prima parte.

Eliminare i polloni alla base della pianta.
I polloni (e i succhioni) indicano la presenza di uno squilibro nel rapporto chioma-radici, spesso causato da potature troppo consistenti, in ogni caso sono segno di un malessere della pianta, vanno rimossi perché prendono energia alla pianta. 
(In caso di piante allevate su piede franco dai polloni è possibile ricavare nuove piante della stessa varietà, ma questa è un’altra storia).

Concimazioni e lavorazione terreno alla base della pianta
Su questo argomento ho sentito pareri molto discordanti tra loro.
Io rimango della scuola del minimo sforzo per massimo risultato, considerando che anche se parliamo di piante allevate e il nostro scopo è quello di raccoglierne i frutti, osservo che gli alberi sono molto più bravi a regolarsi di quanto possiamo fare noi, quindi in linea di massima non lavoro e non concimo il terreno, fatta eccezione  nel momento della messa a dimora.
Lavorare e concimare il terreno alla base della pianta può portare squilibri ad una pianta sana, in quanto concimando andiamo a modificare la composizione chimica del suolo. Piante molto concimate attirano maggiormente parassiti.
Se durante la stagione vegetativa noto carenze sulla pianta (sarebbe da fare delle analisi per capire bene cosa manca al terreno, o se è la pianta che non riesce ad assorbire i nutrienti) mi limito ad usare letame ben maturo. È fondamentale infatti che il letame usato abbia terminato i processi di deterioramento, altrimenti rischiamo di portare insetti, funghi, fermentazioni (e cambi di ph) non voluti. Per quanto riguarda la lavorazione del suolo, solo se il terreno risulta troppo asfittico, quindi terreni molto argillosi che presentano ristagni idrici.

Letame maturo

Letame troppo fresco

Pulizia tronco e applicazione pasta per tronchi
Per la mia esperienza rimane una delle pratiche più importanti da fare. 
la Pasta per tronchi è una grande equilibratrice del legno, lo nutre e lo protegge e stimola la circolazione.
Si trova in commercio in diverse proporzioni, io la preparo da me (seguirà post dedicato).
Distribuire nel periodo dalla cadute delle foglie alla ripresa vegetativa (in alcuni casi si usa anche durante l’anno), si procede pulendo il tronco, rimuovendo muschio, licheni, ecc. con una spazzola di ferro, spennellare il tronco dalla base fino alla altezza di circa un metro e mezzo. Questa operazione va fatta sempre in giornate soleggiate in modo che la pasta asciughi bene sul tronco. 

Trattamento ai rami e ai tralci di potatura

Prima della ripresa vegetativa, faccio quello è l’unico trattamento rameico dell’anno.
il rame è un potente antifungino e protegge la pianta dagli attacchi primaverili; in alcuni casi faccio un’irrorazione prima della caduta totale delle foglie (in particolare sul pesco, contro la bolla) e poi  poco prima della ripresa vegetativa.
Al rame (anche per usarne di meno) aggiungo il decotto di equiseto e la propoli che oltre a non avere nessuna controindicazione migliora l’effetto adesivante del rame e biostimala la pianta a rigenerare le secrezioni cerose che la pianta produce per difendersi dagli attacchi fungini.

Nel caso decidessi di trinciare i tagli di potatura sul posto e usare il cippato come fertilizzante naturale, preferisco irrorare anch’esso con il preparato in modo da bruciare spore di funghi dormienti rimaste. 


La rivoluzione del filo di paglia (Fukuoka)

Questo è uno dei primi libri che ho letto in materia di agricoltura.
Nei miei viaggi giornalistici, alcuni vignaioli incontrati me ne hanno parlato come una fonte di grandi stimoli.
Così è, il libro è interessante non tanto per le tecniche colturali che si possono apprendere (in primis l’uso della paglia, principio di ispirazione su cui si basa tutta l’agricoltura sinergica), ma per lo stimolo alla sperimentazione e alla osservazione di un punto di vista differente.

Per quanto sia quasi una contraddizione in termini Fukuoka cercava di coltivare cercando di simulare il più possibile l’ambiente naturale. 
Chiamata la tecnica del non fare, in realtà a scanso di equivoci, la sua visione non ha niente a che veder con una idea nostalgica e distorta  della natura, madre benigna. L’applicazione del suo metodo necessità di profonde conoscenze botaniche ed agronomiche.
Per “non fare” bisogna sapere cosa non fare.

TITOLO: La rivoluzione del filo di paglia
AUTORE: Masanobu Fukuoka
CASA EDITRICE: Libreria Editrice Fiorentina 
PAGINE: 208
COSTO: 12,00€

Cercavo un modo simpatico, naturale di coltivare che si risolvesse nel rendere il lavoro più facile invece che più duro. «E se si provasse a non fare questo? E se si provasse a non fare quest’altro?»: era questa la mia maniera di pensare. 


Cura del frutteto in inverno (prima parte)

Da Novembre e per tutto il periodo invernale possiamo effettuare alcune operazioni che contribuiranno in maniera sostanziale alla sanità e con buona probabilità ad un buon raccolto l’anno seguente.
(Le indicazioni valgono per le piante a foglia caduca come in particolare, drupacee e pomacee, fico, kaki, melograno e ulivo)
Di seguito alcune indicazioni e immagini realizzate in un frutteto che sto sistemando non di mia proprietà

Innanzitutto è opportuno eliminare ed allontanare eventuali frutti mummificati rimasti attaccati alla pianta. In particolare per le drupacee (ciliegio, pesco, albicocco e susino) rappresentano un carico di spore di monilia.

I licheni presenti nei rami non sono un problema al meno che non ricoprano quasi interamente la pianta. Anzi sono un ottimo indicatore della qualità dell’aria. Questi organismi infatti non riescono a prosperare in ambienti inquinati.

Se negli anni passati a causa di inesperienza le piante sono state fissate con sostegni di fortuna, completamente errati è bene rimuoverli

Personalmente non ho mai picchettato le piante in fase di messa a dimora e in tutti questi anni non ho mai avuto problemi, nel mio caso vale perché le piante non sono esposte a forti raffiche di vento e non sono in terreni a forte pendenza. In più noto che conta molto la buona preparazione del terreno e della buca al momento dell’impianto.
Nel caso delle piante sopra raffigurate ho optato per un sostegno temporaneo (una stagione è sufficiente) in modo da ridare alla pianta la direzione verticale.

Esteticamente non è la soluzione migliore, ma funziona. Dalla foto si nota che il proprietario del frutteto aveva già concimato con letame non maturo la pianta, questa a mio avviso non è una buona pratica e nel prossimo articolo spiego il perché.


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